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Lunedì sera l’amministratore
delegato del Parma calcio Leonardi è intervenuto
telefonicamente alla trasmissione “Tempi Supplementari” in onda su E-tv.
Oltre a parlare della sconfitta contro l’Atalanta c’è stato spazio anche per
parlare della questione delle maglie.
L’opinionista Gabriele Majo, ex capo ufficio stampa del Parma Calcio,
ha criticato Leonardi riguardo alla scelta delle maglie nonostante
domenica contro l’Atalanta si sia giocato con la maglia crociata bianconera.
A lui, così come ad altri pochi tifosi, non va ancora giù il fatto che al
Tardini contro il Siena si sia giocato con la maglia gialloblu.
Leonardi ha risposto dicendo che si tratta di un argomento futile e
che la rotazione delle maglie è necessaria così come è necessario avere
degli sponsor. Ha anche affermato che non esiste nessuna circolare della
Lega Calcio che impedisce di ruotare le maglie anche in casa. Inoltre ha
detto che l’Erreà dovrebbe emettere un comunicato in cui spiega di
aver concordato col Parma Calcio la rotazione delle maglie per
esigenze di marketing. Questo in sostanza l’intervento dell’a.d. Leonardi.
Innanzitutto vogliamo dire che da un lato siamo d’accordo quando Leonardi
dice che è un argomento futile, in quanto perché è futile lamentarsi se non
si indossa sempre la maglia crociata bianconera che a Parma piace
solo a pochi tifosi; però dall'altro bisogna dire che l’argomento
maglia non è futile: noi del Comitato per la maglia gialloblu, così
come a tantissimi tifosi, siamo legati ai colori giallo e
blu e vedere il Parma in maglia crociata o in maglia gialloblu non è la
stessa cosa. Naturalmente si fa il tifo a prescindere ma le emozioni sono
diverse.
Riguardo alla circolare della Lega, tanto sbandierata da “settore crociato”,
come se si trattasse dell’Art 1, cioè quello della lealtà sportiva, o dell’
Art. 6 cioè quello che riguarda l’illecito, del Codice di giustizia
sportiva, Leonardi ha detto che tale circolare non impedisce l’uso
delle altre maglie al Tardini.
Sostanzialmente ha detto quello che poco tempo fa dicevamo noi: la circolare
della Lega riguardo all’uso delle maglie da gioco non è nè vincolante nè
inviolabile. La possiamo definire “un’indicazione” per non creare
problemi di confondibilità delle maglie tra le due squadre. E il Parma
non ha mai creato problemi di questo tipo. Quello che conta è che la
squadra non utilizzi una divisa confondibile con quella dell’avversario.
Se ad esempio il Parma dovesse andare a Verona e scendere in campo
contro il Chievo con la maglia gialloblu a strisce verticali, e quindi
confondibile con quella della squadra di casa, poi ne potremo parlare. Ma
fin quando non capiterà una situazione del genere tutte le polemiche che
riguardano la presunta violazione di questa circolare sono inutili.
E questo ostruzionismo proveniente da una piccola minoranza di tifosi,
che vorrebbe impedire la rotazione delle maglie per vedere sempre ed
esclusivamente la maglia crociata bianconera, deve finire.
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